VIAGGI: L’INGRESSO DELL’ITALIA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE ( Testo trasferito del 24 maggio 2019)

Buonasera Lettori! Nell’articolo di questa sera affronteremo uno degli appuntamenti fissi del mese di maggio per la rubrica VIAGGI. Il tema è a mio avviso forte e straordinario, in grado di racchiudere in sè un senso di patriottismo, ma anche di ambiguità, che come vedremo, vede narratore esterno alle vicende uno dei grandi padri della poetica italiana, ovvero Gabriele D’annunzio, protagonista mediatico del “maggio radioso”. Nonostante ciò il 24 maggio del 1915 per l’Italia è una data storica, ricordata come il mito fondativo della moderna identità nazionale. Parleremo infatti dell’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale. Il popolo italiano fu comunque combattuto sul valore positivo o meno di quest’azione del paese e chi ne fu a favore si vedeva proteso a questo pensiero grazie al sostegno del fascino e di conseguenza del suo fervido rappresentante, il poeta sopra citato.Questa è la prima delle tre date che resteranno nell’immaginario delle vicende tricolore, seguita dal 24 ottobre del 1917 ( la Disfatta di Caporetto ) e il 4 novembre del 1918 (la vittoria). Ma analizziamo meglio le dinamiche di questo ingresso in guerra del nostro Paese.Tutto ha inizio con la dichiarazione di guerra da parte del potere Austro-ungarico, appunto il 24 maggio del 1915. La decisione non verrà appoggiata pienamente dal popolo che anzi, si trova diviso dal punto di vista ideologico. Da una parte troviamo coloro che sono favorevoli alla guerra, ovvero il ceto borghese in primis, assieme a

intellettuali, studenti e le grandi testate giornalistiche dell’epoca. Sulla posizione opposta troviamo invece operai e socialisti. Fu la stessa scissione dell’opinione pubblica a creare il terreno ideale per far favorire la nascita del Fascismo, con l’appoggio del Re. Tutto ebbe formalmente inizio il 26 aprile 1915 quando il primo ministro Antonio Salandra e il ministro degli esteri Sidney Sonnino decidono di firmare il Patto di Londra. Questo patto portava l’Italia in guerra in alleanza con Francia, Regno Unito e Impero Russo e, in caso di vittoria, la conquista dei territori di Trento, Triste, Sud Tirolo, l’Istria (ad esclusione di Fiume), una parte della Dalmazia, alcune isole dell’Adriatico, Valona e Saseno (territori dell’Albania) e il bacino carbonifero della Turchia. Oltre a ciò si sommava la conferma di sovranità coloniale sulla Libia e sul Dodecaneso. Stabilire il patto però, non fu così semplice. I due ministri infatti ottengono numerose opposizioni da parte del Parlamento e da Giolitti, che riuscirono a superare solo con alcune forzature. Per molti storici e studiosi del periodo, definirono quanto avvenne come “colpo di stato”, anche se il termine si professa impreciso e in parte illogico. In tutto ciò, un buon contributo per il superamento del patto, furono gli intellettuali, in particolare il poeta Gabriele d’Annunzio, che istituì una vera e propria campagna propagandistica, a favore del cambiamento di pensiero del popolo italiano. Diede, con le sue attività, un nuovo volto all’intellettuale, inaugurando il concetto di “estetica della politica”, allo scopo di “nazionalizzare le masse”. La tattica venne in seguito utilizzata per l’ascesa dei movimenti di estrema destra degli anni ’20. Insieme ad d’Annunzio, la propaganda a favore della guerra venne portata avanti anche dagli intellettuali futuristi e tanti altri gruppi minori. Secondo la loro filosofia di fondo, lo scopo della guerra era “purificare e rigenerare”. Idea che in breve tempo, a guerra ormai iniziata, si rivelò infondata, quando appunto gli stessi intellettuali andarono semplicemente incontro alla morte.
Termino qui l’articolo, sperando che sia stato apprezzato. Se così fosse, non esitate a commentare ed esprimere il vostro pensiero a riguardo. Un grande abbraccio, buonanotte.

Sempre Vostra, Storyteller.

15 pensieri su “VIAGGI: L’INGRESSO DELL’ITALIA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE ( Testo trasferito del 24 maggio 2019)

  1. Ricordo, perché così raccontano la maggior parte dei libri di Storia, che D’Annunzio era piuttosto irascibile nonostante diversi acciacchi che gli minavano il corpo. A ogni modo, parlava alla gente in modo accorato, troppo a dirla tutta; e la gente non lo capiva, però si eccitava. E Mussolini lo usò per i suoi scopi, ovviamente.
    Gran bel pezzo. Complimenti.

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  2. Bonjour jeune fille ce matin, Que le soleil soit rayonnant ou qu’il pleuve

    Le jour nous invite à sourire à s’émerveiller
    Prenons le temps respirer

    Prenons aussi du temps pour nous
    Arrêtons -nous quelques instants pour mieux repartir

    Je vous offre ces quelques mots de douceur avec gratitude
    De bonne humeur en éclats d’énergie , telles des pépites de vie

    Que leurs bienfaits rejaillissent sur vous
    Belle journée à tous et à votre famille

    Prenez soin de vous Bisous
    Bernard

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  3. Bonjour BELLE JEUNE FILLE
    https://i.postimg.cc/CxVpdV3K/bonjour-083.jpg
    https://i.postimg.cc/B6BZWtF9/caf.gif
    Même si ce n’est que du virtuel
    Prenons un café ensemble et discutons d’un monde meilleur
    Où règne le bonheur
    Discutons de nos souhaits
    Qu’ils se réalisent
    Discutons d’avoir une grande maison
    ou tous ensemble , amis du monde , on se rassemblera chaque saison
    Rêvons d’une nouvelle société de paix
    Où chacun de nous aura son nid
    Rêvons d’un monde paisible
    Où l’on oubliera les soucis les plus pénibles
    Rêvons ensemble de ce futur
    Où l’on effacera le passé le plus dur
    Partageons d’un sourire éternel
    en survolant l’immense ciel ou la joie sera pure
    Tu vois mon ami , amies du monde
    je dépose un petit peu de bonheur dans le creux de ton cœur, te souhaiter ce qu’il y a de meilleur
    bonne fin de journée bisous Bernard

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