EMPATIA: GIACOMO LEOPARDI, UNA RIFLESSIONE IN RICORDO DEI 200 ANNI DELL’INFINITO. ( Testo trasferito del 20 giugno 2019)

Buonasera Lettori! L’articolo di stasera per me è davvero molto sentito, perchè amo particolarmente il protagonista del quale vi parlerò, per tutto il suo meraviglioso patrimonio culturale ed emotivo, che ha trasmesso a chiunque leggesse i suoi componimenti. Mi riferisco a Giacomo Leopardi. Avrei potuto parlarne nella rubrica di LIBERO PENSIERO, ma ho pensato che il sentimento che nutro per lui, è pari per tante altre persone.Visto che però mi accingo a parlare di lui e della ricorrenza, penso che nessuno mi vieta qualche riflessione personale. Tante volte, nel contesto scolastico lo studio della letteratura italiana, in particolare secondo me di Leopardi, viene sottovalutato dagli studenti. Ovviamente la mia è un’opinione generale, che non tiene conto dei singoli casi, di quei giovani che si appassionano al grande poeta proprio tra i banchi di scuola. E’ qualcosa che ho notato durante gli anni del liceo, non mi riferisco strettamente ai compagni, o meglio compagne di scuola (eravamo praticamente tutte ragazze), ma alle voci che circolavano in merito allo studio del poeta, tra gli studenti provenienti da indirizzi differenti. Secondo il mio modesto parere di semplice amante della scrittura, l’Infinito leopardiano, come altri componimenti dello stesso autore, si possono leggere a profondità differenti. La prima lettura è sempre ricca di fascino, trasmette e trasuda del 

sentimento tipico di Leopardi, quel qualcosa di difficilmente descrivibile, che fa sembrare un gesto banale come, il sedersi tra i prati di un paesaggio collinare, senza troppe pretese, intento in una riflessione, qualcosa che ha del fantastico, che quasi non riesci a spiegarti come tutto questo possa coesistere in una realtà visibile e tanto semplice. Poi la crescita, o comunque l’età adulta, ti offre nuovi punti di vista, la lettura non è solo più stupore e meraviglia, ma inizi a carpire tutto ciò che sta dietro alle poesie e a colui che l’ha scritto, e maturi un profondo senso di rispetto. Io stessa ho fatto questo passaggio: prima la poesia era bella, riempivo i miei discorsi di parole barocche e di grande effetto, facendo di esse una patina superficiale della mia mente. Chiaramente io tutto  ciò non lo sapevo. Credevo di dare il giusto valore alle parole, al poeta e alla sua opinione. Crescere con la scrittura mi ha fatto capire molti aspetti che prima davo per scontato. Nell’Infinito troviamo un leitmotiv che ci porta a ciò che tutt’ora viviamo, nonostante siano passati esattamente 200 anni. E’ una raffinata e dettagliata descrizione della complessità umana, un dipinto a parole di come la mente può essere in grado di pensare in modo inspiegabile.
C’è un’aspetto che mi rende molto felice: in Italia, patria di molti autori della storia, riusciamo sempre a rispettare con le nostre azioni, il vasto patrimonio culturale che possediamo, con mostre, conferenze, manifestazioni, feste, raduni e quant’altro.
Ovviamente la cittadina marchigiana di Recanati è di sicuro colei che più di altre a omaggiato il grande poeta, grazie all’iniziativa “Infinito Leopardi”, un programma assortito di conferenze, mostre e spettacoli che durerà per tutto il mese di giugno. Qualcosa che io stessa trovo meraviglioso. Qualora fosse cosa gradita, lasciate un commento per farmi sapere se anche voi amate Leopardi e se avete qualche suo componimento che vi è caro o semplicemente apprezzate.
Qui vi saluto con un abbraccio virtuale, augurandovi la buonanotte.

Sempre Vostra, Storyteller.



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8 replies

  1. Molto bello, istruttivo e completo! Grazie 😊

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  2. Si ho amato Leopardi e sono grata al mio prof del liceo di averci costretto ad imparare a memoria alcune sue composizioni, ancora oggi mi ricordo i versi che di lui ho amato di più “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” , quella luna l’ho ancora negli occhi!!

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  3. Ma grazie a te per aver ricordato un grande!

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  4. e questa siepe… la momentanea cecità che apre le porte del cosmo e dello spazio/tempo….

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  5. Molto bello! Grazie mille cara per aver ricordato un grande poeta troppo spesso “snobbato” a causa di una scuola che ce lo fa vivere “forzatamente”(e malgrado questo è sempre stato e resta uno dei miei preferiti😊)

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