LIBERO PENSIERO: SCRIVERE CONTRO LO SCONFORTO ( Testo trasferito del 18 aprile 2020)

Buonasera cari Lettori! Mi rendo conto che sono passati alcuni giorni dall’ultima volta che scrissi qualcosa su Storyteller’s Eye World, ma sapete ormai come sono fatta. Non è raro che lo stress quotidiano affligga il mio pensiero e che mi senta costretta a mettere ordine nella mia mente. Un ordine che però era necessario non soltanto per il periodo in cui lo vivevo, ma piuttosto per le idee che ora lucidamente riaffiorano e che riempiranno col tempo gli spazi bianchi delle pagine di questo blog. La mia sete di curiosità infatti, nonostante il clima teso, non si è placata e ho continuato a cercare informazioni strane e talvolta imprevedibili, come suggerisce la logica di questa pazza piattaforma, talvolta con il fascino di ciò che si cela fuori dal mondo. Lo sconforto generale che ho vissuto non è stato portato solo dal periodo, seppur terribile e devastante, con i suoi bollettini giornalieri che sembrano non cessare la sua crescita, con numeri che fanno raggelare il sangue se pensiamo a quante persone perdono la vita a causa di questa bestia infame. Non è solo questo il problema. E che non percepiamo davvero dolore di una tragedia sociale finché le conseguenze, in un modo o nell’altro, non toccano i nostri sensi direttamente. Come forse sapete, visto l’entità del dramma e della persona coinvolta, anche se forse lasciare per scontato risulta sbagliato, un grande scrittore ci ha lasciati nel 

corso della giornata di giovedì 16 aprile. Parlo del noto Luis Sepúlveda, che si è distinto per le sue attività di giornalista, sceneggiatore, poeta, regista e attivista. Il progetto che probabilmente lo rende più famoso e forse anche paladino dei nostri cuori di fanciullo (parlo ovviamente della mia generazione, di tutti coloro che sono nati alla fine degli anni ’90) è stato ” Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”.Un’opera sublime, che aveva il potere di far crescere e di insegnare, senza necessariamente farti diventare un adulto precoce e che al medesimo modo, anche i più grandi potevano usufruirne per scacciare i pensieri più negativi del solito tran-tran quotidiano. Con questo libro conobbi le storie di Sepùlveda e iniziai ad appassionarmi ad un genere che ha l’accortezza di non stancarti mai, di lasciarti nel limbo temporale dell’animo sognatore, dandoti possibilità di restare te stesso, di ascoltare quella parte recondita di te che la società di porta a sotterrare, a dimenticare. 
Oggi è difficile essere ottimisti, ma questo blog, con le sue mille e illimitate risorse, dal momento che è una mia invenzione e posso scrivere ciò che più mi fa star bene, può aiutarmi ad essere una persona migliore con me stessa. Ebbene, detto ciò, invito chiunque abbia possibilità di leggere quanto ho scritto, di pensare, soprattutto in questa situazione, a tutto ciò che ci rende davvero felici, a ciò che ci avvicina emotivamente alla fine di questo grande caos. E’ forse l’unica arma che ci rimane per sconfiggere il dolore e la negatività. Vi saluto, consapevole che scriverò nuovamente molto presto.
Un abbraccio virtuale a tutti.

Sempre Vostra, Storyteller.

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