EMPATIA: FORSE GLI ANGELI ESISTONO (Testo trasferito del 2 aprile 2020)

Buonasera Lettori. L’articolo di questa sera comprendere e pretende, seppur in modo assolutamente innocente, un riflessione da un pensiero che mi affligge in questi giorni più che mai, visto il periodo non particolarmente rassicurante che corre. Ieri, nonostante non abbia avuto il desiderio di scrivere nulla, visto che nessuna particolare ispirazione nel corso delle ore mi era sorta, mi sono cimentata in un’affannosa ricerca che mi conducesse al tanto agognato traguardo. Giunsi infine ad un pensiero. Nel corso di queste giornate in TV hanno lanciato forti messaggi di vicinanza e di rispetto verso la società. Ma mi rendo conto che finché il pensiero non giunge spontaneamente alla mente, i messaggi restano pressoché inutili. Con ciò non voglio insinuare che il loro contenuto non sia nobile e che l’impegno di chi l’ha scritto non abbia valore. Al contrario credo che per ottenere davvero la comprensione di un messaggio è necessaria l’attenzione del pubblico a cui viene indirizzato. La verità è che spesso succede anche me: contenuti, parole e pensieri scorrono di fronte ai miei occhi senza penetrare la mia mente, finché non sono io stessa a deciderlo. Vedendo quante persone ogni giorno perdono la vita, lasciando per sempre i loro cari, mi sono chiesta com’è possibile, che l’amore e l’affetto provato in vita si cancellare in un istante, che una qualche materia, forse invisibile, non resta accanto a chi rimane sulla Terra in carne ed ossa. Fu allora che in seguito a svariate ricerche, arrivo ad un contenuto sul web che attira straordinariamente la mia attenzione, sostenendo una tesi fino ad allora vagamente considerata. La mia risposta, forse, era contenuta nel ” Bardo Thodol“, comunemente noto come il “Libro Tibetano dei Morti”, scritto nel corso dell’ottavo secolo.


Si basa sul credo religioso buddhista, dell’assoluta importanza per l’uomo di raggiungere l’illuminazione, nulla oltre della piena coscienza dell’irrealtà del mondo sensibile e del proprio io. La figura di Dio è soltanto illusione che la mente umana crea, andando oltre però si giunge all’illuminazione. Il pensiero induista crede che l’uomo durante la vita accumuli il Karma e da ciò ne deriva quello che comunemente si rende noto come il fenomeno della reincarnazione. Attraverso la recita del testo in questione alla persona morente, quest’ultima raggiunge l’illuminazione, ovvero il mezzo per “ritornare in vita”. Non so se tutto ciò è possibile. Al contrario del buddismo che crede esclusivamente alla reincarnazione, io credo in entità di materia impercettibile, precedentemente avvolta nei corpi di persone a noi defunte, in grado di starci accanto, di manifestarsi con piccoli momenti di gioia inspiegabili, assumendo talvolta il ruolo di angeli custodi. I legami delle persone, soprattutto quelli più forti, sono destinati a non dissolversi mai. Oggi, a causa di questa piaga infernale, che non solo affligge la nostra salute, ma anche per conseguenza diretta il nostro cuore, molti di questi legami sono stati distrutti, seppur solo in senso materiale. Perciò dedico queste parole a coloro che hanno perso la battaglia, ma anche a chi oggi soffre la mancanza di quest’ultimi. E’ dunque ciò da considerarsi un momento di riflessione, di raccoglimento, ma soprattutto di rispetto, perchè è giusto, per queste vittime innocenti, prendere coscienza di tutto ciò che sta succedendo e del male che sta portando.
Mi raccomando, siate forti. La nostra forza sarà la nostra salvezza.

Sempre Vostra, Storyteller.

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