CRONACA: IL TERZO DRAMMA ( Testo trasferito del 4 aprile 2020)

Buonasera Lettori! Nonostante pubblico questo articolo in orario serale, si tratta di qualcosa a cui ho dedicato numerose ore, perchè come sapete, prima di pubblicare un qualsiasi articolo, ci sono lunghe ricerche nel web al fine di scovare l’argomento che più di altri attira la mia attenzione. Ebbene negli ultimi giorni, come in altri post scorsi ho segnalato, ho preso tutto con grande relax, ma ciò non ha negato in me il desidero di trovare contenuti nuovi, spesso dimenticati, per poi condividerli con voi. La mia natura è questa e con essa anche quella del blog: il linguaggio non è mai accademico, seppur credo sia doveroso mantenere un certo rigore nella dialettica e tutto ciò perchè la mia non una pretesa di insegnamento, bensì mi sento l’amica desiderosa di condividere con altri amici una novità e una nuova scoperta. Nel magico mondo di Storyteller’s Eye, al contrario di quello reale, non esistono 

persone superiori o inferiori, per nessun punto di vista.
Detto ciò mi inoltro nell’argomento di oggi. Parlerò della “Spaziale”, ciò che io stessa ho definito “il terzo dramma”, qualcosa che però, dai tempi della sua comparsa, è stato quasi totalmente rimosso e cancellato dal nostro ricordo. Visto il periodo tragico che stiamo affrontando però, mi è sembrato doveroso ricordare. Se non fosse chiaro, la “Spaziale” è una terribile pandemia che si sviluppò alla fine degli anni ’60 e che porta sulle spalle il peso di oltre 20mila decessi in Italia e di un milione nel mondo. Voi penserete che a questo punto il Covid-19 ha fatto il medesimo numero di vittime e tante altre potrebbero essercene. Ricordiamoci però che i mezzi di trasporto e l’effetto della globalizzazione alla fine degli anni ’60 erano molto meno evoluti di quelli del giorno d’oggi. Sarebbe impossibile determinare quale virus sia il più letale (escludendo per dovute ragioni la peste o il vaiolo, che si sono però sviluppate in periodi in cui sporco e mancata igiene era pressocchè comuni). Senza ombra di dubbio è stata comunque per la società dell’epoca una tragedia, che credo sia doveroso ricordare, soprattutto per entrare nell’ottica che le pandemie non sono catastrofi del Medioevo, ma drammi che si verificano più volte in uno stesso secolo. Ma perchè tra tanti nomi si è deciso di chiamarla “Spaziale”? Il termine riporta a due motivi principali: il primo è perchè si trattava del periodo dei primi voli sulla luna e della passione della scoperta di tutto ciò che vive al di fuori della Terra, ma soprattutto il soprannome, principalmente di merito italiano, stava a dimostrare la sua velocità di diffusione sul nostro territorio. Arrivò infatti molto più tardi nel resto dell’Europa, in Asia e in America, circa un anno dopo.
Abbiamo rimosso dalle nostre menti, nella maggior parte dei casi l’esistenza di un “Terzo dramma” del XX secolo, preceduto dalla “Spagnola” e dall'”Asiatica”. Si è sviluppato, un pò come il Covid-19, con DNA differenti, rendendo il virus americano molto più letale rispetto a quello europeo. La sintomatologia era anche in questo caso simile a quella del Covid-19 e colpiva principalmente e con sintomi più gravi anziani e persone di salute cagionevole. Nonostante quindi la sua letalità fosse moderata, il vero pericolo era alta capacità di contagio e questo esercitò una rapida diffusione su scala mondiale. Il virus vede la sua origine ad Hong Kong intorno agli inizi di luglio e in circa due settimane furono segnalati 500.000 casi positivi, successivamente iniziò un lungo calvario che proseguì sul territorio asiatico. Pochi mesi dopo i primi casi varcarono le coste americane, nelle zone tra il Canale di Panama e gli Stati Uniti. Ciò si determinò a causa del rientro di alcuni soldati dal Vietnam, luogo in cui all’epoca vi era lo stato di guerra. Alla fine di dicembre tutti gli Stati Uniti erano stati contagiati, raggiungendo in seguito l’Europa e prima di tutti la stessa Italia. Infine anche il Giappone, l’Australia e parte del territorio vennero contagiati dal virus, che attaccò questi territori per due ondate consecutive. Qui si conclude il mio excursus, lascio in seguito un  video che descrive un piccolo spezzone di un notiziario dell’epoca, che io stessa ho trovato interessante per rendere quanto ho scritto ancora più chiaro. Detto ciò vi saluto e auguro a tutti voi un buon week end. Vi invito come sempre alla serenità, nonostante il periodo che stiamo vivendo e ad essere forti. Un abbraccio virtuale a tutti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...