EMPATIA: LORO LIBERI, NOI IN GABBIA. ( Testo trasferito dell’11 aprile 2020)

Buongiorno cari Lettori. E’ un periodo molto particolare, motivo per cui altrettanto sono le mie pubblicazioni. Come ho definito un paio di settimane fa circa scrivo liberamente, di getto, senza alcun vincolo, non perchè qualche forma di morale della coscienza me lo imponga, bensì perchè in un qualsiasi momento un determinato argomento o contenuto mi ispira e decido di parlarne. E’ il caso di oggi.  Il titolo è molto emblematico e non spiega a chiare lettere l’argomento di cui sto parlando. A cosa si riferiscono quei pronomi? La verità è che quello che sto scrivendo non è un semplice articolo o post, ma una riflessione o per essere più precisi un commento. L’idea nasce dal sito ThoughtsRoom, di cui come sempre invito i miei lettori alla consultazione, in quanto io stessa ne ho valutato i contenuti ricchi di significato.Mi riferisco all’articolo  La Terra e noi, una madre e i suoi figli. Leggendone il contenuto, un senso di empatia molto forte si è celato in me, in primis perchè mi sento particolarmente sensibile con il tema degli animali e secondo perchè dalla lettura sono riaffiorate in me le parole dei versi di una mia poesia, scritta ormai alcuni anni fa, dal titolo “Ode alla Natura”. Il titolo stesso e i contenuti racchiusi, vivono uno stretto parallelismo con gli ultimi versi della stessa, ovvero:

” Stanca e anziana, 

prega l’armonia dei giornitra scorsi,

nei tempi immemori,

lasciar vista al fratello e condurre per mano la debole sorella,

rimosso per sempre il velo della vergogna”

Leggendo l’articolo mi sono sentita in dovere di commentare, sopratutto perchè noto l’impronta dell’autore più marcata del solito, uno stile accademico, le perifrasi dal fascino arcaico, rendono la retorica stessa a tratti quasi distaccata dal tema, seppur credo egli ne sia sensibilizzato. Voglio perciò parlare dell’argomento senza parlarne davvero, senza ribadire qualcosa che è stato espresso nel migliore dei modi dal punto di vista del ragionamento intrinseco, bensì voglio lasciare su questa pagina le sensazioni che io provo, grazie all’articolo e alla mia poesia. Credo 
da tempo di essere sensibile al tema, di aver preso coscienza del male che le nostre abitudini hanno fanno agli animali ( la sorella minore in poesia) e i versi stessi avvalorano questa tesi. Il dramma di questi giorni, nonostante il male che ha inflitto sugli esseri umani, forse, ha portato un pò di giustizia alla classe debole del regno dei viventi e soprattutto ci ha fatto riflettere su abitudini e modi di vivere che da decenni devastano la natura e il suo bioritmo. Oggi le nostre stesse azioni ci hanno punito, o almeno io voglio credere che sia questa la ragione di tutto, senza incolpare una mera casualità. Gli animali oggi, alla luce dei fatti, sono gli esseri che ne hanno giovato di più e che più di noi possono considerarsi liberi. Al contrario gli esseri umani vivono in un terribile incubo, uno zoo del quale i suoi membri non vedono la luce e vivono una condizione di pseudo prigionia prolungata per innumerevoli giorni.  Spero che ciò abbia dato modo di riflettere a tutti noi, con la presa di coscienza che il male, prima o poi, non fa altro che portare altro male. Non ho vergogna a dire questo, 
a sentirmi parte di una colpa che accomuna tutti gli uomini, che abbiano agito sempre con egoismo, pensando solo al nostro benessere e non a quello della natura, inquinando con materia tossica, con gli allevamenti e le coltivazioni intensive, con la produzione e l’utilizzo smodato delle plastiche. In generale non ci siamo resi conto che siamo parte della natura e che disobbedendo alle sue leggi, prima o poi avremmo dovuto accettare la sua punizione, soltanto perchè essa non reggeva più questo egoismo fuori misura. Non siamo al di sopra di nessuno e l’intelligenza che la stessa natura ci ha offerto, non è da sfruttare per il dominio tirannico della Terra. Forse così ne abbiamo preso coscienza, o almeno spero, e qualcosa con calma cambierà. Spero che anche voi leggendo queste parole e l’articolo di ThoughtsRoom abbiate avuto uno spunto per riflettere. 

Sempre Vostra, Storyteller.

2 pensieri su “EMPATIA: LORO LIBERI, NOI IN GABBIA. ( Testo trasferito dell’11 aprile 2020)

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